Virtus Padova Femminile Team

Il calcio e lo sport stanno vivendo un momento storico davvero difficile, per certi versi drammatico: ne abbiamo parlato con mister Giancarlo Murru, che con la consueta professionalità evidenzia in modo lucido e minuzioso i tanti aspetti del caos che ci circonda.

«Oggi più che mai, noi allenatori dobbiamo saper allenare la mente. Stiamo vivendo una situazione irreale, che nello sport ci impone di prestare la massima attenzione alla salute mentale degli atleti.
È un aspetto pericoloso, che può impattare negativamente sulle condizioni psichiche di tutti: in particolar modo su chi, già in precedenza, soffriva di ansia o era comunque un soggetto maggiormente sensibile ed emotivo. Oggi si è spesso in compagnia di alcune “casse di risonanza” che tendono ad amplificare il cosiddetto “pensiero catastrofico”: si tratta della tendenza ad anticipare sempre il peggio, di quella vocina che ci sussurra continuamente che perderemo il lavoro, che le cose non torneranno come prima, che finiremo in ospedale, che qualche persona cara non ce la farà, che l’economia crollerà, che non ci saranno vie d’uscita… Ecco perché noi allenatori dobbiamo mantenere un contatto costante, magari anche solo telefonico, per dialogare con gli atleti: pur continuando a rispettare le regole imposte per la prevenzione del virus, bisogna cercare di prendersi cura soprattutto della loro salute psicologica. Cercare un confronto per far capire che tutto è affrontabile e che ci si deve e ci si può aiutare per affrontare meglio gli effetti negativi di un periodo così duro».


Mister Murru prosegue la sua disamina con altri spunti interessanti.
«Saper essere di aiuto agli altri è un ottimo strumento per aiutare anche sé stessi. Non è un caso se ho proposto alle mie ragazze di “adottare” una persona anziana che vive da sola per dedicarle qualche saltuaria telefonata, chiederle come sta e farla sentire meno abbandonata: un modo per farci sentire interiormente un pochino più ricchi, forti e importanti. Se nella “normalità” noi allenatori siamo sempre stati abituati a prevenire e gestire gli eventi traumatici di natura fisica, ora bisogna occuparsi molto di più di quelli mentali e psicologici. Per ritrovare delle ragazze ancora più forti rispetto a come le abbiamo lasciate prima di questa angosciante e pericolosa situazione».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *