Giancarlo Murru, allenatore della prima squadra della Virtus Padova e responsabile dell’area tecnica della società biancazzurra, esprime così il suo pensiero sulla lunga ed estenuante quarantena che stiamo vivendo per l’emergenza «Coronavirus».
«Con le ragazze siamo sempre in contatto tramite l’applicazione “Zoom” e videochiamate di gruppo. Ho trovato in loro piena e completa disponibilità e abbiamo toccato tematiche molto diverse. Abbiamo curato in modo approfondito l’aspetto atletico: vista l’impossibilità di fare attività all’aperto, abbiamo necessariamente puntato l’accento sul mantenimento dell’elasticità muscolare. Poi abbiamo fatto due sedute sulla psicologia della donna e sull’emotività femminile nello sport, che hanno davvero riscosso un grande successo».
Cosa ne sarà della stagione 2019/2020?
«Ormai credo che pensare ad una ripresa sia pura utopia. La crisi economica generata dal virus sta già avendo effetti pesanti nei professionisti, con alcune società in difficoltà nel pagamento degli stipendi. A livello dilettantistico la situazione sarà ancora più critica: nel calcio femminile ne risentirà già la serie C, visto che il campionato impone trasferte lunghe e costi piuttosto alti. Negli uomini si andrà inevitabilmente incontro ad una morìa di società, tra fusioni che assorbiranno diversi club e altri che, pur di non sparire, decideranno di partire da una o due categorie inferiori. Cosa farà la Figc? Credo che le strade percorribili siano due: o lasciare tutto com’è, che però non reputo corretto avendo disputato più di due terzi di stagione, o riconoscere i risultati del campo per emettere determinati verdetti. Se ci dovessero essere le condizioni per ripartire, ma la vedo un’ipotesi alquanto remota, magari si potrebbe pensare a dei mini-playoff e dei mini-playout tra le prime quattro e le ultime quattro della classifica per decretare una promozione e una retrocessione. Fermo restando che in caso di divario pari o superiore ai sette punti, è giusto che la prima salga direttamente senza disputare alcuno spareggio».

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