INTERVISTA A TUTTO TONDO CON IL NUOVO ALLENATORE DELLA PRIMA SQUADRA

Con il pezzo odierno andiamo a conoscere più da vicino il nuovo allenatore della nostra prima squadra: si tratta di Massimo Russo (nella foto), che con il supporto di Ivana Riboldi guiderà la Virtus Padova a caccia di obiettivi ambiziosi.
«Quella di quest’anno è un’occasione che vorrei sfruttare nel migliore dei modi – rivela il tecnico biancoceleste – Non parlo solo dei risultati, ma anche dei concetti di gruppo e di spogliatoio. Quella della Virtus è stata una chiamata molto gradita: sia per la storia del club sia perché allenare su questi campi è come fare un tuffo nel passato, visto che nel maschile ho vissuto due anni meravigliosi quando la squadra si chiamava ancora BassanelloGuizza. Il calcio femminile, soprattutto dopo i recenti Campionati Mondiali, ha conosciuto una notevole ribalta a livello nazionale: vorrei provare a dare il mio contributo alla Virtus per raggiungere risultati importanti, uniti alla crescita e alla valorizzazione delle ragazze che ho a disposizione».
Che tipo di avventura ti aspetti?
«Vengo dal calcio maschile, ho giocato sino a 37 anni e poi ho subito preso il patentino Uefa B, iniziando ad allenare i maschietti. Non avrei mai pensato di guidare una squadra femminile, ma l’appetito vien mangiando. Lo scorso anno ho fatto le “prove” in un’altra società: a metà stagione ho avuto una piccola “crisi”, perché non accettavo alcuni atteggiamenti, ma poi ho finito bene, tenendo unito un gruppo molto numeroso sino a fine campionato. Alla Virtus cercherò di capire le esigenze delle ragazze per tirar fuori il meglio delle loro qualità. Sfrutteremo la preparazione, i primi allenamenti e le amichevoli per conoscerci bene e trovare sin da subito la giusta sintonia».
Quali saranno le linee-guida da seguire?

Allenatore della Prima Squadra, Massimo Russo


«Spesso nel calcio maschile basta lo spirito di competizione per creare i presupposti di una prestazione importante. Nel femminile questo aspetto incide meno, perché è fondamentale lavorare a livello individuale su aspetti motivazionali ben specifici. Ogni ragazza è diversa dalle altre: ha una sua storia e una sua personalità, perciò è bene comunicare sempre in maniera funzionale alle caratteristiche di ognuna. Concludo dicendo che spero di poter fare il “Mister” senza dover pensare ad altro, e questo significa tanto. Non chiedo di essere dei professionisti, perché non lo siamo: voglio anche divertirmi con le ragazze, e il gruppo nelle sofferenze deve pure trovare dei sorrisi. Ma non accetterò chi pensa di vivere questa realtà come se andasse in palestra, perché non sarà così. Chiedo serietà, competizione e tanta tanta voglia di fare bene. Forza Virtus!».

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